lunedì, Febbraio 26, 2024
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Andamento statistico degli infortuni sul lavoro: la parola ai numeri. Ecco gli ultimi dati forniti dall’INAIL

Inail da molti anni a questa parte mette a disposizione della popolazione gli open data (ovvero i numeri) dei fenomeni infortunistici in Italia: confrontare i dati al variare degli anni permette di analizzare l’evoluzione storica del fenomeno e di mettere in luce alcune criticità ed alcune positive evoluzioni. C’è spazio per grandi titoli: nel 2022 l’Inail ha registrato il numero record di denunce di infortuni sul lavoro dell’ultimo decennio sfiorando quota 700.000 (per essere precisi 697.773), per ritrovare un numero più alto bisogna ritornare al 2012 anno in cui le denunce erano 745.546. Tuttavia il 2022 ha registrato anche un record positivo: la conta dei casi mortali si ferma a 1.090 che è il numero più basso degli ultimi anni, il record precedente era del 2009 il cui dato consolidato è fisso a 1.068. Ci auguriamo che si tratti dell’avvio di una nuova discesa dopo anni difficili in tal senso. Dai grafici appare evidente che il biennio 2020/2021 è anomalo: la pandemia da CoViD-19 e tutte le sue conseguenze ha chiaramente falsato l’andamento e l’INAIL ha registrato i contagi ed i decessi causati dal coronavirus nei luoghi di lavoro come infortuni. Eliminata l’eccezione di quel biennio il tutto appare più chiaro: il numero di infortuni sul lavoro totali ha fermato la propria “decrescita” da alcuni anni e resta pressoché costante. L’incremento apparente nel 2022 è attribuibile principalmente al settore sanità ed è sempre figlio della pandemia. Analizzando la tabella (nell’immagine) è evidente che le 50.000 denunce in più sono tutte legate al settore sanitario ed ai contagi da CoViD-19 sui luoghi di lavoro. In conclusione? Nulla cambia: gli strilloni, le analisi degli esperti, le evoluzioni normative e l’attenzione dei TG al momento non producono gli effetti desiderati ma bisogna continuare a lavorare affinché questi dati decrescano rapidamente.

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