lunedì, Febbraio 26, 2024
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Un febbraio di “ripresa”. Cresce la fiducia dei consumatori e delle imprese. Ecco l’Italia che sa resistere

Il periodo non è senz’altro dei più rosei: una guerra in atto, elettricità e gas alle stelle, sebbene negli ultimi giorni abbiano subito una flessione, e gli effetti devastanti della pandemia ancora da smaltire. Eppure l’Italia, ancora una volta, ha dimostrato di saper resistere e ripartire. Stando agli ultimi dati forniti dall’ISTAT, a febbraio 2023 c’è stato un aumento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori che sale da 100,9 a 104,4 punti. Un dato che ai più può sembrare inutile ma che rappresenta, invece, un importante indicatore: l’economia è in crescita. Per quel che concerne le imprese il dato è stabile, in generale, con segnali contrapposti in base ai settori economici investigati: sale per il commercio al dettaglio, scende per il settore costruzioni, rimane pressoché invariato per il settore servizi e per quello delle costruzioni. Sicuramente lo zampino del Governo che, con la legge di bilancio ha messo in atto una serie di strategie di supporto a cittadini e imprese, è stato determinante nell’instaurare nuovamente un clima di fiducia tra i consumatori dato che, torna ad aumentare dopo il leggero calo registrato a gennaio. Ma se il Governo in questa fase riesce ad essere di supporto a cittadini ed imprese è soprattutto grazie all’Unione Europea e ai fondi che quest’ultima ha elargito per promuovere il PNRR, con buona pace degli antieuropeisti. L’economia italiana, dunque, si avvia ad evitare la recessione per quel che concerne il primo trimestre del 2023: i consumi delle famiglie crescono, gli investimenti sono in ripresa, l’occupazione aumenta, l’industria produce. Così come continua a crescere il PIL che nel 2022 è aumentato del 3,9% mostrando un andamento superiore a quello della media dell’Europa. Una menzione a parte la merita  l’imponente attenuazione dell’inflazione, mai così bassa dal 1984 ad oggi. Insomma l’Italia si dimostra ancora una volta particolarmente resiliente e come ampiamente previsto dagli esperti e come sottolineato nel numero precedente di Corriere Azienda, il 2023 sarà senz’altro l’anno della ripresa definitiva con l’economia che tornerà a “girare al massimo” nel 2024. E non può essere sempre e solo un caso se il popolo italiano ha attraversato diverse crisi ed ha sempre dimostrato una grande capacità di riprendersi e ricostruire anche se, stavolta, senza l’Europa, forse non ce l’avremmo fatta. Per dirla alla De Gregori, W l’Italia, l’Italia che resiste o, meglio, W l’Europa, l’Europa che paga!

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