lunedì, Febbraio 26, 2024
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Proroga dei termini per la notifica delle cartelle? Sì, ma non in tutti i casi

L’agenzia delle Entrate-Riscossione, nonostante la concomitante opportunità per i contribuenti di aderire alla definizione agevolata entro il 30 giugno, ha ripreso l’attività di notifica relativamente ad alcune violazioni commesse anche in epoca antecedente al periodo pandemico, richiedendo, ad esempio, le somme liquidate con le dichiarazioni dei redditi presentate nel corso dell’anno 2019 (ma non versate in tutto o in parte), in riferimento al periodo d’imposta 2018. Le violazioni di questo tipo, la cui attività di riscossione segue solitamente l’emissione di un avviso bonario da parte dell’agenzia delle entrate, andrebbero contestate, a mente dell’articolo 25 del d.P.R. n. 602/73, entro il 31 dicembre: a) del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione è presentata, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dall’articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Dunque gli atti della riscossione notificati a partire dal primo gennaio 2023 e riferiti alla liquidazione dei tributi risalenti ad epoca antecedente all’anno 2019 risulterebbero affetti da nullità per intervenuta decadenza. Giova infatti osservare che, sebbene il legislatore sia intervenuto nel periodo pandemico con una norma recante effetti sospensivi (articolo 157 del D.L. n. 34/2020), lo ha fatto soltanto in casi specificamente individuati, e precisamente, soltanto in relazione ai tributi liquidati in riferimento all’anno 2018. Sul punto si è espressa di recente la Corte di Giustizia Tributaria di Milano che, con la Sentenza n. 537/11/2023, ha così statuito: «l’articolo 157 co. 3, lett. a) del D.L. n. 34/2020 (decreto rilancio) è l’unico atto normativo che, espressamente, si riferisce alle cartelle ex art. 36 bis d.P.R. n. 600/1973 e indica che i termini di decadenza per la notificazione delle cartelle di pagamento previsti dall’art. 25, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 602, sono prorogati di quattordici mesi relativamente: alle dichiarazioni presentate nell’anno 2018 per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dagli articoli 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. La stessa Agenzia delle Entrate conferma tale interpretazione con la Circolare 25/E del 20/08/2020 laddove scrive che: “l’articolo 157 del Decreto ha, quindi, un carattere di specialità rispetto alla disposizione precedente, sia con riferimento all’oggetto che alla portata dei suoi effetti (è rubricato espressamente come proroga dei termini di decadenza), seppur limitatamente ad atti e imposte che scadono tra l’8 marzo e il 31 dicembre 2020, ed abbraccia un periodo più ampio degli 85 giorni fissati dall’articolo 67”».

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