lunedì, Febbraio 26, 2024
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Terzo settore, le novità e i progetti attivi

Un comparto essenziale per affiancare le istituzioni pubbliche e le imprese, interagendo con loro nell’interesse delle comunità. L’area del Terzo settore, l’insieme degli enti di carattere privato che agiscono in diversi ambiti (dall’assistenza alle persone con disabilità alla tutela dell’ambiente, dai servizi sanitari e socio-assistenziali all’animazione culturale), ha assunto nel corso degli anni una rilevanza sociale e strategica di forte impatto sul nostro Paese. Proprio in considerazione di questa attrattività, di recente, è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge delega al Governo per la riforma fiscale (legge del 9 agosto 2023, n. 111), presentata in Parlamento il 12 luglio 2023 e licenziata con modificazioni dalle Camere il 4 agosto 2023. Tra gli interventi previsti, vi sono la razionalizzazione e la semplificazione del sistema tributario anche con riferimento alla normativa

fiscale degli enti del Terzo settore, così come i criteri direttivi per la revisione del sistema di imposizione sui redditi delle società e degli enti. In questo senso, è prevista l’introduzione di un regime speciale per il passaggio di beni dall’attività commerciale a quella non commerciale (e viceversa) per effetto del mutamento della qualificazione fiscale di tali attività, in conformità

alle disposizioni che disciplinano il Terzo settore. Il fermento del comparto è testimoniato dai progetti attivi in questo momento, che coinvolgono realtà, associazioni e soggetti operanti in tutta Italia. Ad esempio, la Regione Emilia Romagna ha di recente investito nelle imprese e nel terzo settore impegnati nell’innovazione sociale, varando un bando che ha stanziato risorse per trenta milioni complessivi. Il programma, attraverso investimenti materiali e immateriali, intende accrescere non solo la capacità produttiva, ma anche stimolare l’inclusione e la riduzione delle disuguaglianze, con il coinvolgimento delle platee interessate, siano lavoratori o clienti. Azioni, insomma, in grado far crescere settori nei quali il valore economico si integra con il valore sociale. Possono presentare la domanda di contributo enti, organizzazioni private, iscritti nel Repertorio

delle notizie Economiche e Amministrative (REA) delle Camere di Commercio, sia che si tratti di soggetti iscritti nel registro delle imprese, sia che si tratti di enti del terzo settore che svolgono una attività economica.

Un progetto di innovazione sociale può tradursi nella realizzazione di nuovi prodotti o servizi, oppure nel miglioramento di quelli esistenti. Deve prevedere un contesto territoriale di riferimento, gli utenti e i bisogni sociali specifici individuati, le modalità di coinvolgimento degli interessati, i contenuti e le modalità di erogazione del servizio, il sistema di monitoraggio e

di misurazione dei risultati. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Regione Emilia-Romagna, a questo indirizzo. In Piemonte, invece, è stata varata la nuova edizione del bando SOS Patrimonio, pensato ancora per gli enti del Terzo settore, sia pubblici e privati che ecclesiastico-religiosi. Con un budget complessivo di 1.180.000 di euro, la Fondazione intende sostenere interventi di recupero urgenti e prioritari su beni di interesse storico-architettonico, al fine di favorire processi di conservazione e buona gestione del patrimonio culturale. Attraverso tali interventi, la Fondazione intende garantire condizioni di apertura, sicurezza e fruibilità degli edifici al fine di avvicinare le comunità alla conoscenza, anche verso i più giovani. Opportunità anche nel Mezzogiorno, in particolare con la quinta edizione del Bando Socio-Sanitario a cura della Fondazione CON IL SUD. Interessate, nel dettaglio, le organizzazioni di Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il programma intende sostenere interventi a favore dei caregiver, che quotidianamente assistono familiari con bisogni di cura elevati, con 4 milioni di euro di risorse private per progetti che prevedano percorsi di supporto volti ad alleviarne il carico assistenziale e a potenziare i servizi di cura per gli assistiti. Nei progetti dovrà essere coinvolto l’ente pubblico responsabile dei servizi socio-assistenziali del territorio sul quale si intende intervenire (es. ASL, Ambito, Comune, etc.), che potrà aderire ad una o più proposte di progetto. Potranno essere coinvolti, inoltre, il mondo delle istituzioni, della scuola, dell’università, della ricerca e delle imprese.

Le proposte potranno prevedere l’attivazione o il potenziamento di servizi di orientamento e consulenza per offrire informazioni su modalità di accesso alle prestazioni socio-sanitarie, opportunità e risorse per l’assistenza e la cura, il supporto per pratiche burocratiche; interventi

di supporto pratico alla quotidianità; azioni volte a favorire il benessere psico-fisico del caregiver, anche attraverso attività di promozione del tempo libero, momenti di aggregazione e auto/mutuo aiuto, attività volte a promuovere reti di prossimità in un’ottica di welfare comunitario, anche per sostenere i caregiver lavoratori.

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