lunedì, Febbraio 26, 2024
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Violenze sessuali, i freddi numeri ISTAT:incremento significativo nel 2022

Le violenze sessuali nell’ultimo anno rappresentano un trend in crescita. L’ISTAT dichiara che “dal 2020, anno nel quale si è registrato il dato minore (4497), l’incremento è stato significativo e si è attestato nel 2022, a 5991 eventi”. Il 91% delle vittime è di sesso femminile. Solamente in questa estate sono avvenuti due tragici stupri, il primo a Palermo, il 7 luglio, il secondo a Caivano, il 25 agosto. Lo stupro di Palermo ha come carnefici 6 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 22 anni e un minorenne, la vittima è una diciannovenne. L’evento di Caivano vede tra i sospettati due maggiorenni e un gruppo di minorenni, le vittime sono due cugine di 10 e 12 anni. Le analogie tra i due stupri sono l’inganno usato dagli aggressori per condurre le vittime in luoghi remoti e la brutale violenza con cui a turno hanno abusato delle vittime. A seguito di questi avvenimenti l’opinione pubblica si è infiammata, la rete si è riempita di messaggi di sostegno nei confronti delle vittime. La solidarietà non è però riuscita a sovrastare l’infamia, infatti non sono mancati commenti di haters che hanno colpevolizzato le vittime, in particolare nel caso dello stupro di Palermo. Inoltre sono state mal giudicate, dal popolo del web, anche alcune dichiarazioni di personaggi di spessore come il caso di Andrea Giambruno, giornalista di Rete 4, il quale durante una trasmissione televisiva ha dichiarato “se eviti di ubriacarti e perdere i sensi magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perchè poi magari il lupo lo trovi”. Giambruno è stato attaccato e le sue parole sono state ritenute oltraggiose nei confronti delle vittime. Si sono schierati contro di lui anche personalità politiche. In particolare Cecilia D’Elia, vicepresidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio, la quale ha evidenziato che non bisogna colpevolizzare le vittime per i propri stili di vita, in quanto è una concezione sbagliata del rispetto e della libertà delle persone. La D’Elia sostiene inoltre che bisogna educare i ragazzi al rispetto e non le ragazze alla prudenza. In merito a ciò si è espresso anche il ministro Valditara che ha deciso di introdurre all’interno di tutti gli istituti superiori il nuovo programma di “educazione alla sessualità”.

Vista l’età estremamente giovane degli aggressori appare evidente che la nostra società abbia delle carenze in merito all’educazione degli adolescenti. Introdurre questo programma all’interno delle scuole rappresenta l’unico modo per assicurarsi che tutti i ragazzi, compresi coloro che hanno difficili situazioni familiari, possano apprendere nuove nozioni in merito al consenso, al rispetto e alla giusta condotta sessuale.

Nella speranza che in futuro ci possano essere sempre meno eventi del genere da raccontare.

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