giovedì, Ottobre 8, 2026
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AI e lavoro: dalla regolazione alla responsabilità collettiva

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Che l’innovazione tecnologica stia cambiando profondamente le nostre vite è un dato
ormai acquisito. Tuttavia, la trasformazione in atto appare diversa da quelle del passato:
per intensità, rapidità e pervasività, l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del
lavoro richiama i tratti di una nuova rivoluzione industriale, nella quale la tecnologia non
si limita a supportare i processi produttivi, ma incide direttamente sull’organizzazione del
lavoro, sulle competenze richieste e sulle modalità di valutazione delle prestazioni.
L’Intelligenza Artificiale sta evolvendo più rapidamente della capacità normativa e delle
competenze diffuse. Se non governata, rischia di amplificare disuguaglianze, introdurre
nuove forme di controllo e generare criticità sul piano dei diritti. Se correttamente guidata,
al contrario, può rappresentare un fattore di miglioramento della qualità del lavoro, della
produttività e dell’inclusione. È evidente, quindi, che la sfida non è solo tecnologica, ma
anche culturale, sociale e istituzionale.
In questo scenario, il ruolo delle istituzioni assume una funzione centrale e duplice: da un
lato, garantire che nessuno resti indietro dall’altro, creare le condizioni affinché
l’innovazione diventi un alleato della dignità e della qualità del lavoro.
Governare il cambiamento significa, prima di tutto, dotarsi di strumenti di analisi,
monitoraggio e valutazione degli impatti. Con la legge n. 132/2025, che recepisce l’AI Act
europeo, l’Italia compie un passo significativo in questa direzione, istituendo presso il
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’Osservatorio sull’adozione
dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro.
L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di definire una strategia nazionale sull’utilizzo dell’IA in
ambito lavorativo e di monitorarne gli effetti su occupazione, produttività, competenze e
diritti. Tra le sue funzioni rientrano l’individuazione dei settori maggiormente esposti al
cambiamento, l’aggiornamento continuo delle linee guida operative e il supporto alle
politiche di formazione e lavoro. La governance dell’organismo prevede il coinvolgimento
delle istituzioni, delle parti sociali, di esperti e di una Commissione Etica, a testimonianza
della volontà di affrontare il tema in modo strutturato e responsabile.
Obiettivi dell’Osservatorio
Gli obiettivi principali possono essere sintetizzati in alcuni punti chiave:
 definire una strategia sull’utilizzo dell’IA nel mondo del lavoro e individuare
indicatori utili a monitorarne l’attuazione;
 analizzare l’impatto dell’IA sul mercato del lavoro, con particolare riferimento a
produttività, occupazione e benessere dei lavoratori;
 individuare i settori e le professioni maggiormente esposti al cambiamento
tecnologico;

 promuovere la formazione e l’alfabetizzazione digitale, coinvolgendo tutte le
fasce della popolazione.
A partire dal 2026 è prevista la piena operatività dell’Osservatorio, che si configura come
una vera e propria cabina di regia pubblico-sociale. Il suo ruolo sarà quello di
accompagnare i cambiamenti del mercato del lavoro, fornendo linee guida utili sia alle
imprese sia ai lavoratori, con l’obiettivo di prevenire discriminazioni, abusi e nuove forme
di disuguaglianza.
Le iniziative già avviate
Il percorso verso un utilizzo dell’Intelligenza Artificiale a supporto del cittadino e del lavoro
è già iniziato. Alcune iniziative, come il SIISL e l’AppLI, rappresentano esempi concreti di
come le tecnologie digitali possano essere impiegate per facilitare l’incontro tra
domanda e offerta di lavoro e per valorizzare le competenze delle persone.
Si tratta di esperienze che dimostrano come l’IA possa diventare un’alleata del lavoro, se
orientata correttamente: non una minaccia, ma uno strumento in grado di supportare le
politiche attive, migliorare l’accesso alle opportunità e accompagnare le transizioni
professionali.
Prospettive future
Questo approccio dovrebbe essere esteso anche ad altri ambiti. Governare
l’Intelligenza Artificiale è necessario, ma non sufficiente: occorre anche saperne cogliere le
potenzialità, affinché i benefici si traducano in un miglioramento concreto della qualità
della vita e del lavoro.
In questa direzione si collocano le ipotesi, attualmente allo studio, di sviluppare un
assistente virtuale a supporto delle imprese per comprendere e gestire gli impatti dell’IA,
trasformandoli in opportunità operative, nonché soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale
per rafforzare gli strumenti di tutela in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’articolo 11 della legge n. 132/2025 chiarisce il principio guida: l’Intelligenza Artificiale
deve essere impiegata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’integrità
psicofisica dei lavoratori, accrescere la qualità delle prestazioni e la produttività, nel
rispetto del diritto dell’Unione europea.
Le basi normative sono state poste. La sfida, ora, è tutta nell’attuazione. Spetterà agli
imprenditori, ai professionisti, ai lavoratori e alle istituzioni saper interpretare correttamente
questo cambiamento, affinché l’Intelligenza Artificiale diventi uno strumento al servizio
della persona e non un fattore di ulteriore distanza. In questo percorso, la responsabilità
collettiva sarà il vero banco di prova.

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