lunedì, Febbraio 26, 2024
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Sicurezza sul lavoro: il Governo non fa passi indietro, ma serve di più 

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Crollato il solaio di un prefabbricato in un cantiere edile a Nord-Ovest di Firenze: dai vigili del fuoco del nucleo USAR sono stati estratti in vita tra le macerie tre operai, in corso le ricerche di altre persone segnalate come disperse. Quattro squadre al lavoro dalle 9 del mattino per le operazioni di soccorso, Firenze, 16 Febbraio 2024. ANSA/US VVFF

La tragedia di Firenze ha riacceso i riflettori sulla sicurezza sul lavoro in Italia. Le parole del Ministro Calderone rassicurano sul fatto che il Governo non intende fare passi indietro su questo tema, anzi, annuncia nuove misure per il contrasto al lavoro sommerso, al caporalato e per la tutela della sicurezza nella filiera degli appalti. Le misure in campo sono positive: l’aumento delle risorse per la formazione e la prevenzione, l’incremento del numero di ispettori del lavoro e l’inasprimento delle sanzioni sono tutti passi nella giusta direzione. Tuttavia, c’è ancora molto da fare. Il tasso di infortuni sul lavoro in Italia è ancora troppo alto e la tragedia di Firenze dimostra che c’è ancora tanto da fare. È necessario un impegno costante da parte di tutte le istituzioni coinvolte: il Governo, le parti sociali, le imprese e i lavoratori stessi. Un punto fondamentale è la formazione: è fondamentale che tutti i lavoratori, a partire dai più giovani, siano adeguatamente formati sui rischi e le procedure di sicurezza per poter lavorare in modo sicuro. Inoltre, è importante semplificare le norme e renderle più chiare. La burocrazia eccessiva può creare confusione e ostacolare l’applicazione delle regole. Un’altra necessità sarebbe quella di rafforzare la cultura della sicurezza: la sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo, ma un diritto fondamentale di tutti i lavoratori e solo con un impegno comune di diffusione culturale potremo rendere i luoghi di lavoro italiani più sicuri. In questa direzione, alcune proposte concrete potrebbero essere: l’introduzione di un sistema di rating per le imprese, basato sulla loro performance in materia di sicurezza, la creazione di un osservatorio nazionale sulla sicurezza sul lavoro, che monitori costantemente l’andamento del fenomeno e proponga nuove misure, l’avvio di campagne di sensibilizzazione rivolte a tutti i cittadini, per diffondere la cultura della sicurezza. La sicurezza sul lavoro è un investimento per il futuro del Paese. Proteggere i lavoratori significa proteggere l’economia e la società stessa.

(Photo credit Vigili del Fuoco)

Sicurezza e associazione sportive – semplificazioni per i lavoratori sportivi con compensi inferiori a 5000 euro

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Il d.lgs. 36/2021 (art. 33) aveva equiparato, sotto il profilo della sicurezza sul lavoro, tutti i lavoratori sportivi agli altri lavoratori esplicitando la piena applicazione del d.lgs. 81/08 definendo il lavoratore sportivo come: l’atleta, l’allenatore, l’istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore  atletico  e il direttore di gara  che,  senza  alcuna  distinzione  di  genere e indipendentemente dal  settore  professionistico  o  dilettantistico, esercitano l’attivita’ sportiva verso un corrispettivo. Tale equiparazione obbligava anche ogni lavoratore sportivo ad essere sottoposto alla visita medica del lavoro da parte del medico competente oltre alla già prescritta visita di medicina dello sport. Con il d.lgs. 120/2023 (29 agosto 2023) si è invece inserito un vincolo di corrispettivo facendo si che i lavoratori sportivi che percepiscono compensi inferiori a 5000 euro sono equiparati ai lavoratori autonomi mentre quelli con compensi superiori ai 5000 sono equiparati ai lavoratori “tradizionali”, pertando i lavoratori sportivi a basso reddito saranno esonerati dagli obblighi formativi e sanitari che diverranno facoltativi ed a carico dei lavoratori stessi. Il d.lgs. 120/2023 ha anche introdotto la possibilità per il medico competente di attingere ai documenti della visita medica sportiva per semplificare l’emissione del giudizio di idoneità.

Excelsior, oltre 350 mila assunzioni a dicembre. Incremento del 7% in un anno

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Il recente Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, elaborato da Unioncamere e Anpal, pubblicato nelle ultime ore, conferma che i settori di turismo e commercio mantengono la loro posizione di leader nelle assunzioni durante il mese di dicembre.
Tuttavia, il panorama presenta ancora diverse criticità, con un tasso di difficoltà delle imprese nell’assunzione che si attesta al 48,5%, evidenziando un aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente. Un quadro ancora più critico emerge tra i giovani, con una difficoltà di reperimento del personale che raggiunge il 51%. Le assunzioni programmate per dicembre ammontano complessivamente a 352.340, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Il tasso di crescita su base trimestrale è più moderato, registrando un aumento del 6,9% nel periodo che va da dicembre 2023 a febbraio 2024, con un totale previsto di 1.293.040 nuove entrate. Il settore industriale segna un aumento del 4,7% rispetto all’anno precedente, evidenziando una notevole crescita nell’abbigliamento, tessile e calzature (+34,4%) e nella meccatronica (+18,6%). Le costruzioni, al contrario, registrano un calo del 2,4%, con un totale previsto di 30.170 entrate. Complessivamente, le assunzioni programmate nell’industria ammontano a 92.850 per il mese di dicembre e 406.930 nel trimestre dicembre 2023 – febbraio 2024, con un aumento del 3,0% su base annua. Il settore dei servizi mostra una crescita del 7,8%, con performance eccellenti nei media e nella comunicazione (+19,3%) e nel commercio (+13,1%). Il comparto dell’alloggio, ristorazione e turismo si conferma come il principale assuntore, con 70.260 nuove assunzioni a dicembre. Complessivamente, le entrate programmate sono 259.500 per dicembre e 886.110 nel trimestre dicembre 2023 – febbraio 2024, con un aumento del 8,8% rispetto all’anno precedente. Si registra un aumento significativo del 18,2% nella richiesta di lavoratori immigrati, passando dai 62.000 profili ricercati a dicembre 2022 agli attuali 72.000 (+11.000). I settori che maggiormente cercano manodopera straniera sono i servizi operativi di supporto a imprese e persone (32%), i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (27,6%) e le costruzioni (26,5%). Per quanto riguarda i contratti offerti, il 53,5% delle entrate previste è rappresentato da contratti a tempo determinato, seguiti da quelli a tempo indeterminato (23,28%), di somministrazione (7,7%) e di apprendistato (5,6%). La mancanza di candidati rimane la causa principale delle difficoltà (31,5%). Gli indirizzi di studio che garantiscono i migliori esiti occupazionali nel mese considerato sono quelli economici tra i percorsi universitari, amministrazione, finanza e marketing per il diploma secondario e ristorazione per la qualifica o diploma professionale. Sono previste anche 3.100 assunzioni da parte degli ITS (Istituti Tecnici Superiori), mentre il 20% delle assunzioni programmate riguarda lavoratori con solo la scuola dell’obbligo.

Iniziative congiunte per la prevenzione della violenza di genere nelle scuole: la bozza del protocollo d’intesa

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In un’azione congiunta volta a promuovere un ambiente scolastico più sicuro e consapevole, diverse parti interessate, tra cui il Dipartimento Pari Opportunità, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, e il Ministero della Cultura, hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa che mira a implementare una serie di iniziative focalizzate sulla prevenzione e contrasto della violenza contro le donne e la violenza domestica nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Le parti coinvolte si sono impegnate a perseguire diversi obiettivi chiave attraverso l’attuazione di attività specifiche. 

Promozione di valori di rispetto e parità di genere: diffondere i valori del rispetto reciproco e della parità di genere tra gli studenti per contribuire alla riduzione di atteggiamenti discriminatori e violenti. 

Sensibilizzazione e riconoscimento precoce: fornire agli studenti gli strumenti necessari per riconoscere precocemente i segnali di discriminazione e violenza contro le donne. 

Conoscenza degli strumenti di supporto: aumentare la conoscenza degli studenti sugli strumenti di supporto disponibili per le donne vittime di violenza, come la linea telefonica di pubblica utilità 1522 e le reti di assistenza. 

Consapevolezza delle politiche e normative: migliorare la conoscenza degli studenti sulle politiche e le normative esistenti per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile sulle donne, responsabilizzandoli sulle conseguenze penali di comportamenti violenti.

Il protocollo prevede diversi impegni da parte delle istituzioni coinvolte, tra cui la realizzazione di un concorso per la creazione di prodotti audiovisivi sul tema della violenza maschile contro le donne, campagne di sensibilizzazione specifiche per gli studenti e la diffusione di materiali informativi sul fenomeno della violenza maschile. Per garantire il coordinamento efficace delle iniziative, sarà istituito un Comitato Paritetico composto da rappresentanti di ciascuna delle Parti coinvolte. Questo comitato, lavorando entro i limiti delle competenze specificate, contribuirà a dare attuazione pratica al protocollo d’intesa. Il protocollo ha una durata di due anni dalla data di sottoscrizione, con la possibilità di rinnovo previo accordo tra le Parti e rappresenta un passo significativo verso la creazione di un ambiente educativo che promuova il rispetto, la parità di genere e la consapevolezza contro la violenza. La collaborazione tra le Parti coinvolte è essenziale per garantire il successo delle iniziative e contribuire ad un cambiamento culturale positivo nelle scuole.

Silvia De Simone di Slab Italia al Women Economic Forum: «parità di genere e inclusività per un mondo del lavoro all’avanguardia»

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Debutto Italiano per il WEF, un evento di risonanza internazionale dedicato a temi cruciali come l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile che ha coinvolto figure di spicco a livello globale e istituzionale, organizzato dal G100, una delle più grandi associazioni internazionali a favore della promozione della leadership delle donne, che vanta oltre cinquecentomila membri distribuiti in centocinquanta Paesi nel mondo.

A Roma, presso l’Università Luiss Guido Carli, tra i vari ospiti, anche Silvia De Simone, responsabile amministrativo di Slab Italia. “È stata una grande emozione per me poter prendere parte a questo evento e condividere la mia esperienza con altre donne rispetto a temi attualissimi, purtroppo, anche in seguito agli ultimi episodi di cronaca, quali l’inclusività, la parità di genere e la tutela delle fasce più deboli, tre punti cardine della nostra filosofia aziendale”.
“Il nostro impegno, come azienda, – ha proseguito la manager – è sempre stato volto a promuovere un approccio innovativo nella gestione delle risorse umane, e alla valorizzazione delle prospettive e delle competenze di ciascun individuo, indipendentemente dal genere”. “Sono profondamente convinta – ha concluso – che la diversità e l’inclusività costituiscano pietre miliari per il progresso del lavoro”.

Violenze sessuali, i freddi numeri ISTAT:incremento significativo nel 2022

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Le violenze sessuali nell’ultimo anno rappresentano un trend in crescita. L’ISTAT dichiara che “dal 2020, anno nel quale si è registrato il dato minore (4497), l’incremento è stato significativo e si è attestato nel 2022, a 5991 eventi”. Il 91% delle vittime è di sesso femminile. Solamente in questa estate sono avvenuti due tragici stupri, il primo a Palermo, il 7 luglio, il secondo a Caivano, il 25 agosto. Lo stupro di Palermo ha come carnefici 6 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 22 anni e un minorenne, la vittima è una diciannovenne. L’evento di Caivano vede tra i sospettati due maggiorenni e un gruppo di minorenni, le vittime sono due cugine di 10 e 12 anni. Le analogie tra i due stupri sono l’inganno usato dagli aggressori per condurre le vittime in luoghi remoti e la brutale violenza con cui a turno hanno abusato delle vittime. A seguito di questi avvenimenti l’opinione pubblica si è infiammata, la rete si è riempita di messaggi di sostegno nei confronti delle vittime. La solidarietà non è però riuscita a sovrastare l’infamia, infatti non sono mancati commenti di haters che hanno colpevolizzato le vittime, in particolare nel caso dello stupro di Palermo. Inoltre sono state mal giudicate, dal popolo del web, anche alcune dichiarazioni di personaggi di spessore come il caso di Andrea Giambruno, giornalista di Rete 4, il quale durante una trasmissione televisiva ha dichiarato “se eviti di ubriacarti e perdere i sensi magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perchè poi magari il lupo lo trovi”. Giambruno è stato attaccato e le sue parole sono state ritenute oltraggiose nei confronti delle vittime. Si sono schierati contro di lui anche personalità politiche. In particolare Cecilia D’Elia, vicepresidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio, la quale ha evidenziato che non bisogna colpevolizzare le vittime per i propri stili di vita, in quanto è una concezione sbagliata del rispetto e della libertà delle persone. La D’Elia sostiene inoltre che bisogna educare i ragazzi al rispetto e non le ragazze alla prudenza. In merito a ciò si è espresso anche il ministro Valditara che ha deciso di introdurre all’interno di tutti gli istituti superiori il nuovo programma di “educazione alla sessualità”.

Vista l’età estremamente giovane degli aggressori appare evidente che la nostra società abbia delle carenze in merito all’educazione degli adolescenti. Introdurre questo programma all’interno delle scuole rappresenta l’unico modo per assicurarsi che tutti i ragazzi, compresi coloro che hanno difficili situazioni familiari, possano apprendere nuove nozioni in merito al consenso, al rispetto e alla giusta condotta sessuale.

Nella speranza che in futuro ci possano essere sempre meno eventi del genere da raccontare.

Terzo settore, le novità e i progetti attivi

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Corriere Azienda

Un comparto essenziale per affiancare le istituzioni pubbliche e le imprese, interagendo con loro nell’interesse delle comunità. L’area del Terzo settore, l’insieme degli enti di carattere privato che agiscono in diversi ambiti (dall’assistenza alle persone con disabilità alla tutela dell’ambiente, dai servizi sanitari e socio-assistenziali all’animazione culturale), ha assunto nel corso degli anni una rilevanza sociale e strategica di forte impatto sul nostro Paese. Proprio in considerazione di questa attrattività, di recente, è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge delega al Governo per la riforma fiscale (legge del 9 agosto 2023, n. 111), presentata in Parlamento il 12 luglio 2023 e licenziata con modificazioni dalle Camere il 4 agosto 2023. Tra gli interventi previsti, vi sono la razionalizzazione e la semplificazione del sistema tributario anche con riferimento alla normativa

fiscale degli enti del Terzo settore, così come i criteri direttivi per la revisione del sistema di imposizione sui redditi delle società e degli enti. In questo senso, è prevista l’introduzione di un regime speciale per il passaggio di beni dall’attività commerciale a quella non commerciale (e viceversa) per effetto del mutamento della qualificazione fiscale di tali attività, in conformità

alle disposizioni che disciplinano il Terzo settore. Il fermento del comparto è testimoniato dai progetti attivi in questo momento, che coinvolgono realtà, associazioni e soggetti operanti in tutta Italia. Ad esempio, la Regione Emilia Romagna ha di recente investito nelle imprese e nel terzo settore impegnati nell’innovazione sociale, varando un bando che ha stanziato risorse per trenta milioni complessivi. Il programma, attraverso investimenti materiali e immateriali, intende accrescere non solo la capacità produttiva, ma anche stimolare l’inclusione e la riduzione delle disuguaglianze, con il coinvolgimento delle platee interessate, siano lavoratori o clienti. Azioni, insomma, in grado far crescere settori nei quali il valore economico si integra con il valore sociale. Possono presentare la domanda di contributo enti, organizzazioni private, iscritti nel Repertorio

delle notizie Economiche e Amministrative (REA) delle Camere di Commercio, sia che si tratti di soggetti iscritti nel registro delle imprese, sia che si tratti di enti del terzo settore che svolgono una attività economica.

Un progetto di innovazione sociale può tradursi nella realizzazione di nuovi prodotti o servizi, oppure nel miglioramento di quelli esistenti. Deve prevedere un contesto territoriale di riferimento, gli utenti e i bisogni sociali specifici individuati, le modalità di coinvolgimento degli interessati, i contenuti e le modalità di erogazione del servizio, il sistema di monitoraggio e

di misurazione dei risultati. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Regione Emilia-Romagna, a questo indirizzo. In Piemonte, invece, è stata varata la nuova edizione del bando SOS Patrimonio, pensato ancora per gli enti del Terzo settore, sia pubblici e privati che ecclesiastico-religiosi. Con un budget complessivo di 1.180.000 di euro, la Fondazione intende sostenere interventi di recupero urgenti e prioritari su beni di interesse storico-architettonico, al fine di favorire processi di conservazione e buona gestione del patrimonio culturale. Attraverso tali interventi, la Fondazione intende garantire condizioni di apertura, sicurezza e fruibilità degli edifici al fine di avvicinare le comunità alla conoscenza, anche verso i più giovani. Opportunità anche nel Mezzogiorno, in particolare con la quinta edizione del Bando Socio-Sanitario a cura della Fondazione CON IL SUD. Interessate, nel dettaglio, le organizzazioni di Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il programma intende sostenere interventi a favore dei caregiver, che quotidianamente assistono familiari con bisogni di cura elevati, con 4 milioni di euro di risorse private per progetti che prevedano percorsi di supporto volti ad alleviarne il carico assistenziale e a potenziare i servizi di cura per gli assistiti. Nei progetti dovrà essere coinvolto l’ente pubblico responsabile dei servizi socio-assistenziali del territorio sul quale si intende intervenire (es. ASL, Ambito, Comune, etc.), che potrà aderire ad una o più proposte di progetto. Potranno essere coinvolti, inoltre, il mondo delle istituzioni, della scuola, dell’università, della ricerca e delle imprese.

Le proposte potranno prevedere l’attivazione o il potenziamento di servizi di orientamento e consulenza per offrire informazioni su modalità di accesso alle prestazioni socio-sanitarie, opportunità e risorse per l’assistenza e la cura, il supporto per pratiche burocratiche; interventi

di supporto pratico alla quotidianità; azioni volte a favorire il benessere psico-fisico del caregiver, anche attraverso attività di promozione del tempo libero, momenti di aggregazione e auto/mutuo aiuto, attività volte a promuovere reti di prossimità in un’ottica di welfare comunitario, anche per sostenere i caregiver lavoratori.

Bollettino Excelsior: 293mila assunzioni previste ad agosto

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Ad agosto, l’industria nel suo complesso ricerca circa 84mila lavoratori e prevede 389mila assunzioni nel trimestre agosto-ottobre. Per il manifatturiero, che è alla ricerca di 56mila lavoratori nel mese e di 247mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro sono offerte dalle industrie della meccatronica che ricercano 14mila lavoratori nel mese e 62mila nel trimestre, seguite dalle industrie alimentari, bevande e tabacco (12mila nel mese e 40mila nel trimestre) e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (10mila nel mese e 49mila nel trimestre). La domanda di lavoro proveniente dal comparto delle costruzioni, poi, si attesta su circa 28mila assunzioni nel mese e circa 142mila assunzioni nel trimestre. Sono invece 209mila i contratti di lavoro previsti dal settore dei servizi nel mese in corso e oltre 892mila nel trimestre agosto-ottobre. È il turismo a offrire le maggiori opportunità di impiego con quasi 62mila lavoratori ricercati nel mese e circa 200mila nel trimestre, seguito dal comparto dei servizi alle persone (poco meno di 38mila nel mese e circa 223mila nel trimestre), dal commercio (37mila nel mese e 162mila nel trimestre) e dai servizi operativi di supporto a imprese e persone (27mila nel mese e 106mila nel trimestre). Aumenta su base annua la previsione per i contratti a tempo indeterminato (+6mila unità; +12,5%) sia quella per i contratti a termine e stagionali (+9mila; +6,3%), mentre diminuiscono i contratti di collaborazione occasionale e a partita IVA (-4mila; -24,9%) e i contratti in somministrazione (-3mila; -7,9%). La difficoltà di reperimento conferma il dato dei mesi precedenti, attestandosi al 47,5% e le aree aziendali per le quali le imprese dichiarano di incontrare maggiori difficoltà a reperire personale sono quelle della installazione e manutenzione (il 64,2% dei profili è di difficile reperimento), della progettazione e Ricerca&Sviluppo (61,2%) e dei sistemi informativi (52,9%). Di riflesso, il Borsino delle professioni del Sistema Informativo Excelsior segnala, tra le professioni di più difficile reperimento, Operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (il 72,8% è di difficile reperimento), Fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (71,1%), Fabbri ferrai costruttori di utensili (70,1%),

Tecnici in campo ingegneristico (69,3%), Tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (66,8%) e Ingegneri (63,3%). In aumento anche la domanda di lavoratori immigrati con 66mila ingressi programmati nel mese (+11mila rispetto allo stesso periodo del 2022), pari al 22,6% del totale contratti. Tra i settori che ricorrono maggiormente alla manodopera straniera si segnalano: i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (il 36,5% degli ingressi programmati sarà coperto da personale immigrato), i servizi operativi di supporto a imprese e persone (35,7%), l’alimentare (27,0%), le costruzioni (26,3%) e la metallurgia (25,8%).

Il Debito Pubblico Italiano:sfide e Prospettive

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ll tema del debito pubblico italiano è uno dei punti centrali delle discussioni economiche e politiche nel nostro Paese. Nel corso degli anni ha raggiunto livelli significativi, generando preoccupazioni e sfide per i governi che si sono succeduti e gli economisti. In questo editoriale, esamineremo brevemente la situazione attuale, le cause e le prospettive per il futuro. In Italia, il debito pubblico è stato una questione di interesse nazionale per molti anni: ad oggi, ha superato i 2,6 trilioni di euro, raggiungendo circa il 150% del PIL, tra i più elevati in Europa.

Le principali cause includono: crisi economiche, spesa pubblica elevata, tassi di interesse e carenza di crescita economica. La crisi del 2008 e la pandemia hanno senz’altro impattato negativamente sulla situazione che, tuttavia, è da anni al centro del dibattito ma poco o nulla è stato fatto per limitare i danni.

L’Italia ha affrontato periodi di crescita economica debole e di forte recessione, che hanno reso difficile la riduzione del debito, inoltre il sistema pensionistico generoso, i costi elevati della burocrazia e l’assistenza sanitaria universale hanno contribuito ad una spesa pubblica significativa.

Le fluttuazioni dei tassi di interesse internazionali, inoltre, hanno influito sulla sua sostenibilità. Se si aggiunge il fattore crescita economica stagnante, che ha reso difficile generare entrate fiscali sufficienti per coprire i costi del debito, risulta chiaro come si sia arrivati a questa situazione. Quali prospettive per il futuro? Alcune misure possibili dovrebbero includere riforme strutturali mirate quali, ad esempio, una politica fiscale responsabile, investire in progetti di sostenibilità, lotta all’evasione fiscale.

Su quest’ultima, vale la pena soffermarsi un attimo: se dal 1980 ad oggi, l’evasione fosse stata inferiore anche di solo un ottavo rispetto a quella effettiva e si fosse destinato al risparmio queste maggiori entrate, il debito pubblico sarebbe non più alto del 65% del PIL.

Forse sarebbe il caso di iniziare a concentrarsi su questo aspetto?

La HSE CUP 2023: Un’Epica Giornata per la Sicurezza Sul Lavoro presso lo Stadio Trastevere

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Roma, Stadio Trastevere – Il 9 settembre, sotto il radiante sole di Roma, lo storico Stadio Trastevere è diventato il palcoscenico di un evento sportivo senza precedenti. La HSE CUP 2023, un torneo calcistico quadrangolare, ha visto quattro squadre rappresentanti settori chiave della società italiana scendere in campo per una causa importante: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza sul lavoro.

Oltre al calcio spettacolare, l’evento ha trasmesso un messaggio forte e chiaro: la sicurezza sul lavoro è un tema vitale e cruciale. Questo torneo è stato un esempio straordinario di come lo sport possa diventare un veicolo per temi fondamentali.

Dopo una cerimonia di apertura emozionante, le squadre si sono lanciate in una competizione accesa sul prato verde. La Nazionale Sicurezza sul Lavoro ha affrontato la squadra della Nazionale Giornalisti RAI, seguita da un match coinvolgente tra la Nazionale Parlamentari e la sorprendente Nazionale Vaticana.

La vittoria della Nazionale Vaticana è stata un momento di gioia e unità. Ciascuna squadra ha lasciato il campo sapendo di aver contribuito in modo significativo a una causa di fondamentale importanza. I giocatori di spicco, tra cui Americo Mancini, Gioacchino Alfano e Sandro Troiani, insieme al capitano dei Safetyplayers Giuseppe Colucci, hanno aggiunto lustro all’evento con la loro partecipazione.

L’evento ha ricevuto un’ampia copertura mediatica, con Rai Radio 1 e Rai per la Sostenibilità in primo piano, garantendo una diffusione capillare. Entità come l’INAIL e FONDOLAVORO hanno sottolineato il significato cruciale dell’iniziativa.

Le parole di Vincenzo Fuccillo e Giancarlo Restivo, figure di spicco nell’organizzazione, hanno enfatizzato l’importanza dell’evento, esprimendo gratitudine per il supporto di partner di prestigio come GIVOVA, JOGGO e molti altri.

Stella Doris Randazzo ha condiviso una riflessione sul percorso delle squadre, anticipando l’impegno e la determinazione con cui affronteranno la prossima grande sfida: la Coppa del Mondo del Lavoro.

In sintesi, la HSE CUP 2023 sarà ricordata come un evento che ha sapientemente coniugato la passione sportiva con l’impegno sociale. Il prossimo appuntamento è fissato per il 30 settembre a Bergamo, quando si terrà la Coppa del Mondo del Lavoro.

Tra le illustri personalità presenti, Stefano Chianese e Luigi D’Oriano hanno sostenuto con entusiasmo le squadre, mentre le parole di Pietro Vassallo hanno riassunto l’essenza stessa dell’evento: “Abbiamo una missione: comunicare e sensibilizzare. Oltre al punteggio, abbiamo già ottenuto una grande vittoria.”

L’invito a tutti è di continuare a sostenere la sicurezza sul lavoro e i valorosi Safetyplayers!

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